Le gare non si vincono soltanto in pista: le performance concentrate in un’ora sono frutto di preparazione ed organizzazione; le strategie di gara sempre più prevalgono sulla velocità pura ed i cosiddetti “Pit-Stop” hanno un ruolo determinante in tutto questo.
La coordinazione, la divisione dei ruoli sempre più specializzati, ma anche l’iniziativa individuale in caso di problemi .. “tecnici” sono alla base di un perfetto cambio gomme, eseguito nel minor tempo possibile. Determinante, nella realtà agonistica, magari a far evitare un confronto diretto in pista con tutti i rischi che ne potrebbero conseguire.
Attività pensata per il “team-building”: i partecipanti vengono divisi in squadre e dovranno alternarsi
alla sostituzione completa di un treno di gomme ad una monoposto Formula Junior, nel minor tempo possibile.
Questa attività prevede l’autodefinizione dei ruoli e delle procedure per effettuare il cambio gomme, privilegiando l’aspetto collaborativo e l’iniziativa individuale all’interno di un team con compiti precisi. Il nostro team supervisiona in ogni momento l’attività, sia per assicurarsi che la sicurezza venga sempre garantita che per dispensare suggerimenti o intervenire in caso di “panne” di qualche squadra.
LE VETTURE

Due vetture, monoposto di Formula Junior, scelte per questa attività per le doti di leggerezza, per le dimensioni di ingombro, e perchè montano ruote con 4 dadi e non con il monodado, rendendo più sicura l’attività, ma soprattutto perchè proprio i dadi ruota sono una delle discriminanti per realizzare un buon tempo, dove più emerge la coordinazione e collaborazione tra i componenti del team, oppure l’iniziativa individuale mal supportata dagli altri elementi.
Monoposto perchè, oltre alla già citata dote della leggerezza, che rende più agevole il loro sollevamento (molto frequentemente le squadre sono“miste”, con componenti maschili e femminili: i ruoli sono tutti intercambiabili, lo sforzo fisico richiesto anche per sollevare la vettura è davvero minimo), evocano i pit-stop visti in Formula Uno, aiutando l’immedesimazione e limitando i rischi di contusione accidentale al minimo, avendo le ruote “scoperte” e facilmente accessibili e gestibili.
Le vetture utilizzate per il PIT-STOP CHALLENGE sono delle monoposto Formula Junior. Categoria che ha vissuto gli esordi di grandi campioni dell’automobilismo italiano, tra cui Michele Alboreto, rappresenta ancora oggi, con gli aggiornamenti tecnici conseguiti in decenni di sviluppo, l’entry level dell’automobilismo a ruote scoperte.
SICUREZZA
Sono state scelte per questa attività per le loro caratteristiche, sia di leggerezza e ingombro, che meccaniche: essendo le uniche monoposto a non montare il “monodado”, si prestano a complicare il lavoro di squadra con i 4 bulloni, punto chiave dell’attività di perfetta coordinazione dei ruoli e dei tempi delle squadre vincitrici. Questo anche per garantire la sicurezza dei partecipanti: gli avvisatori utilizzati sono elettrici, molto più addolciti rispetto a quelli pneumatici utilizzati in competizione, e necessari per utilizzare il “monodado”, i quali, senza esperienza ed una preparazione specifica, potrebbero causare problemi ai polsi.
L’ORGANIZZAZIONE

Gli ospiti vengono divisi in squadre (operazione che può essere decisa dal committente secondo logiche interne di personale, oppure effettuata “random” da noi), solitamente formate da 5 o 6 persone.
Un briefing illustrerà loro l’attività ed i ruoli da coprire per il suo svolgimento.
Le figure principali sono:
- chi starà in auto a frenare quando sarà sollevata da terra.
- chi si occuperà di azionare il sollevatore.
- chi utilizzerà lo svita/avvitatore.
- il resto della squadra sarà occupato nell’assistenza, ovvero togliere e movimentare le ruote, e soprattutto aiutare chi è all’avvitatore a pre-allineare i fori ruote/mozzo e i bulloni (operazione dove la coordinazione degli addetti e l’abilità
individuale sono determinanti al fine di ottenere un buon tempo, ma spesso sottovalutati dalla maggior parte dei partecipanti, che si concentrano su quei ruoli “definiti” tralasciando dettagli organizzativi meno evidenti ma decisamente più complessi dal punto di vista pratico).
L’ASSEGNAZIONE DEI RUOLI
Alle singole squadre sarà demandato il compito di decidere internamente “chi farà cosa” e, prima che ciascuna inizi, una breve prova pratica per prendere confidenza con l’attrezzatura nonché verifica delle capacità/competenze nei ruoli auto-assegnati.
IL TORNEO

Una volta preparate le squadre, viene dato via al torneo.
Ogni team sarà impegnato in due manches: il tempo migliore ottenuto in una delle due prove sarà tenuto valido per la classifica finale.
Le squadre vengono chiamate due alla volta, viene dato un via, la sfida è contro il tempo, non diretta, ma avere un’altra squadra che compete a fianco, stimola, può distrarre o mettere
comunque tensione ed evidenziare le doti di concentrazione e soprattutto calma, perché i risultati migliori sono sempre stati ottenuti da chi esegue la procedura con la dovuta calma, non lentezza, in alcuni passaggi, spianando poi la strada per la volata finale.
Parte il cronometro, le squadre sollevano le auto e si posizionano assumendo i ruoli e la strategia concordati. Quando tutte e quattro le gomme della monoposto sono state sostituite, l’auto può nuovamente
essere abbassata a terra e si ferma il cronometro.
Durante l’attività vengono evidenziate:
- Le capacità collaborative
- L’autodeterminazione del ruolo e la conferma della bontà o meno della scelta effettuata, la capacità individuale di far fronte ad imprevisti oppure a (frequenti) errori o incapacità (spesso maldestria o sottovalutazione del compito, elementare ma fondamentale, assegnato) dei compagni di squadra.
- Capacità di concentrazione e freddezza su alcuni determinanti passaggi, per essere veloci ma precisi e sicuri nell’azione che si sta compiendo, che richiede tempismo e coordinazione da parte di più ospiti.
- Capacità di autoanalisi in squadra e miglioramento tra una sessione di qualifica e l’altra.
- Capacità di autoanalisi in squadra e miglioramento tra una sessione di qualifica e l’altra.
- In ultimo è un’attività che si è dimostrata sempre .. molto divertente. La competizione e il “dover far squadra” comunque aiutano ad “abbassare le difese”, rivelando il vero carattere di ogni componente di ciascun team, con frequenti scambi di battute, ironia e risate da parte sia di chi è impegnato in quel momento nel gioco, sia dalle altre squadre che restano a guardare (e a studiare strategie degli avversari).
LA FINALE

Terminate entrambe le manches di “qualificazione”, le due squadre che realizzeranno i migliori due tempi vengono chiamate a sfidarsi per il primo posto (se il tempo residuo lo consente, si chiamano a sfidarsi per il terzo posto anche la terza e quarta classificate, oppure si nomina terza la squadra che ha realizzato il terzo tempo migliore nelle due sessioni di qualificazione).
Nella finale si può scegliere tra le classiche due manches, invertendo le vetture in una e nell’altra, con vincitore chi avrà fatto segnare il miglior tempo, oppure la finale con scontro diretto, senza tempo: tre, due, uno .. via! e la prima squadra che abbasserà la macchina sarà la vincitrice, inserendo i già citati elementi di stimolo o di .. disturbo che uno scontro diretto potrebbe trasmettere alle squadre impegnate.
SERVIZI AGGIUNTIVI
L’attività viene generalmente effettuata negli autodromi, all’interno di un box F1 appositamente allestito, o, su specifica richiesta del Cliente, in altro spazio adeguato al numero di vetture impiegate (min. 50 mq 1 vettura; 70 mq 2 vetture; 100 mq 3/4 vetture).
- E’ possibile formare squadre da tre a 10 persone per ogni prova.
- E’ possibile applicare sulle vetture degli adesivi con il logo cliente (base 60cm x h max 20cm laterali; base 40cm x h max 15cm frontali)
- E’ possibile realizzare delle tute personalizzate con logo, così come cappellini, polo ecc.
- L’attività può essere combinata con le esperienze di guida, in modo tale da intrattenere gli ospiti in attesa del proprio turno di guida.
